Si chiama Samanta la vincitrice del primo premio della lotteria del Quincitava

Pubblicato da Luca Serra il

– “Pronto?

– “Buongiorno, credo di essere la vincitrice del primo premio della lotteria, cosa devo fare?”.
– “Signora se ha lei il biglietto numero 6475, mi sa che è proprio la diretta interessata, ed è meglio se mi raggiunge appena può presso la concessionaria Suzuki di Peila a Carema”.
Colpisce subito per il suo sorriso e per l’incredulità che traspare anche dalla sua voce, ci mancherebbe, vincere una macchina non è cosa di tutti i giorni, si chiama Samanta Genta, è la titolare della palestra Hachiman di Banchette, nonché mamma del nostro tesserato, Filippo Farina, è lei la vincitrice della Suzuki Celerio messa in palio dal Quincitava e dalla concessionaria del nostro vice presidente Roberto Peila.
– “Non potevo vincere vettura migliore di questa sa?, la Suzuki è sponsor tecnico del Torino calcio, e mio figlio è granata fino al midollo, per cui non immagina la nostra gioia”.
Musica per le orecchie del nostro vicepresidente, che nel presentare accuratamente le caratteristiche della vettura, spesso fa scivolare il discorso sulla loro squadra del cuore e su quanto la Suzuki stia investendo in quel progetto, ma poi il discorso finisce sui figli, autori dell’acquisto del biglietto vincente.
–  “Già, signora, questa è la domanda di rito che ogni anno formuliamo al vincitore; quanti biglietti ha acquistato?”.
–  “Dieci prima, e sei alla fine per terminare il blocchetto, in totale sedici, e il vincente risale agli ultimi, si può dire che è mia figlia che mi ha spinto all’acquisto finale”, ci pensa un attimo e poi aggiunge; “la mia macchina era giusto da cambiare, mio figlio prenderà la patente tra due anni, gli farò fare un rodaggio lungo in attesa che arrivi il suo turno”.
–  “Alla fine serve finire i propri blocchetti, non è la prima volta che succede che uno vince perché ha acquistato gli ultimi biglietti, signora Samanta, delle sue sensazioni da vincitrice c’è poco da aggiungere, quelle come si suol dire si leggono in faccia, mi racconti di quelle dei suoi figli”.
–  “Contentissimi tutti e due naturalmente, specialmente Filippo, è il primo anno che viene a giocare nel Quincitava, a prescindere dall’auto vinta è felice della scelta fatta”.
– “Già, lui fa parte del gruppo 2000, la squadra allievi che mancava ancora alla nostra società, per una circostanza di eventi particolari, siamo riusciti ad allestirla acquisendo sia un gruppo di bravi ragazzi, ma anche dirigenti seri e affidabili“.
–  “Confermo, abbiamo trovato una società seria e ben organizzata, siamo stati accolti benissimo, è l’ambiente ideale per far crescere, speriamo di restarci ancora”.
Continuiamo a disquisire di sport in generale, di quanto faccia bene praticarlo a qualsiasi età, nella sua palestra gestisce molte fasce, dai giovani agli anziani, ma lo sguardo resta fisso sulla Celerio; e qui l’intervistata cambia ruolo diventando a tutti gli effetti intervistatrice.
“ sono molti anni che mettete in palio un’automobile?”
-“ Sono sette anni, e ne andiamo fieri, non è semplice organizzare tutto questo, ma come ha potuto notare, la nostra società va avanti grazie all’operato di una moltitudine di persone, che fanno e danno il massimo per realizzare un grande progetto la dove il bacino d’utenza, le risorse e la dispersione territoriale non aiutano a praticare sport, per cui anche la lotteria ha l’obbiettivo ultimo di racimolare il necessario per realizzare qualcosa di utile per fare funzionare meglio la società, l’anno scorso per esempio l’utile è servito all’acquisto di un pulmino 9 posti per il trasporto dei ragazzi nelle varie sedi di gioco per le partite di campionato e allenamenti”.
– “ Quest’anno invece?”
– “Ha fatto bene a chiederlo, anche perché l’altra sera durante la festa, nella concitazione degli eventi che si susseguivano, ci siamo dimenticati di dirlo, quest’anno il ricavato è servito a completare l’acquisto di un container “spogliatoio e sala medica” per il campo sportivo di Quincinetto, era indispensabile per mille motivi, il primo ci permette di avere il campo omologato fino alla categoria eccellenza, il secondo motivo, è per una ragione di spazio, con le molte squadre che abbiamo, serviva un altro spogliatoio per far stare comodi tutti soprattutto quando organizziamo i nostri tornei”.
– “Avrete ancora più squadre il prossimo anno?”
– “Non è un obbiettivo fondamentale avere molte squadre, con il gruppo 2000 abbiamo completato tutte le categorie a partire dai più piccoli per arrivare fino alla juniores, ma questo non è un obbiettivo fondamentale per noi, potrà pure capitare che perdiamo qualche gruppo prima o poi, ma se succede non ci si fascia la testa, qui si cerca di fare le cose con serietà, dando una prospettiva di crescita che non deve passare per forza di cose attraverso delle vittorie, la crescita e la maturazione di un giocatore, passano attraverso altre mille cose, ma non tutti questo lo recepiscono, le cassandre intorno a noi suonano parecchio, e ogni genitore è libero di scegliere come meglio crede per quello che reputa il bene del proprio figlio”.
Il tempo ancora di scattare la fotografia della signora Samanta che riceve le chiavi dal titolare della concessionaria Roberto Peila e ci salutiamo, la signora e la Suzuki Celerio escono dallo showroom e si incamminano verso casa, un altro anno volge al termine, un altro sogno per qualcuno si è realizzato, e noi in cuor nostro auguriamo a tutti voi lettori, che si avverino anche parte dei vostri, soprattutto quelli che da genitori nutriamo per il bene dei nostri figli, ci congediamo da quest’anno con alcune considerazioni scritte da un vecchio scrittore portoghese racchiuse in questi pochi versi:

Figlio è un essere che Dio ci ha prestato per fare un corso intensivo di come amare qualcuno più che noi stessi, di come cambiare i nostri peggiori difetti per dargli migliore esempio, per apprendere ad avere coraggio.
Sí. È questo! Essere madre o padre è il più grande atto di coraggio che si possa fare, perché significa esporsi ad un altro tipo di dolore,
il dolore dell’incertezza di stare agendo correttamente e della paura di perdere qualcuno tanto amato.
Perdere? Come? Non è nostro. È stato solo un prestito. Il più grande e meraviglioso prestito, siccome i figli sono nostri solamente quando non possono prendersi cura di sé stessi.
Dopo appartengono alla vita, al destino e alle loro proprie famiglie.
Dio benedica sempre i nostri figli, perché a noi ci ha benedetto già con loro“.

Buon anno a tutti!!.

La società del Quincitava ringrazia tutti quelli che vendendo e acquistando i biglietti della lotteria di Natale ci hanno permesso di pagare tutte le spese, regalando anche quest’anno un sogno, anzi, più di uno, a chi si è ritrovato fra le mani i biglietti vincenti, e a noi, che siamo riusciti ad acquistare un container spogliatoio!!….Grazie

Bilancio della lotteria 2016:
Biglietti consegnati 16.900 –
Biglietti restituiti invenduti 7.943 =
Biglietti venduti 8.957 pari a € 17.914 –
Costo totale lotteria (con sconti inclusi) 13.378 =
Ricavo lotteria + 4.536 €

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